Alla scoperta dei fondali siciliani


Alla scoperta dei fondali siciliani
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Alla scoperta dei fondali siciliani

 

 

I fondali marini siciliani sono pieni di ricchezze e antichi reperti che affondano le radici nel passato più remoto. Il mare di Sicilia custodisce pertanto bellezze e meraviglie da scoprire attraverso escursioni subacquee.  Si tratta sicuramente di un modo originale e insolito di conoscere un territorio, ma in grado di regalare emozioni uniche.

Il nostro percorso subacqueo comincia a Pantelleria, nell’estrema Sicilia meridionale, da Cala Gadir a Cala Tramontana.  A Cala Gadir,  i locali diving club accompagnano nella visita guidata ai numerosi reperti giacenti sui fondali: anfore e ceramiche di vario tipo, un ceppo d’ancora plumbea, porzioni lignee dello scafo. Tre itinerari monotematici si trovano  a Punta Li Marsi e Punta Tre Pietre, dove è visibile una grande concentrazione di ancore antiche e moderne, in pietra ed in metallo. Sempre a Pantelleria a Cala Tramontana l'itinerario fa vedere anfore puniche e greco italiche, ancore litiche, un ceppo di ancora in pietra in tre parti, una macina e frammenti di ceramica varia.

Dopo Pantelleria si prosegue verso i fondali delle Isole Egadi, dove a Levanzo, è stato identificato il luogo d’ancoraggio delle navi romane che affrontarono la flotta cartaginese: depositati sul fondo si trovano numerosi ceppi d’ancora in piombo, che costituiscono un potenziale itinerario archeologico fruibile con visita guidata già in fase di progettazione avanzata.

Poco distante, a Cala Minnola, un altro itinerario guidato permette di visitare un relitto di cui è visibile un ceppo d’ancora in piombo e numerose anfore del carico. Un sistema di telecontrollo del sito permette una visita virtuale ai visitatori presso la Tonnara di Favignana con la trasmissione in diretta su monitor delle immagini dal sito subacqueo, coinvolgendo così anche chi non si immerge.

Muovendoci lungo la costa arriviamo a Scopello, dove il percorso subacqueo consente la visita di anfore e manufatti (ceramiche greche, puniche, africane e spagnole) in prossimità dei Faraglioni. Segue Ustica, con le stupende Punta Gavazzi e Punta Falconiera, il sito più interessante, dove fare un’immersione diviene un appassionante viaggio nella storia. Per questi due itinerari sono state create delle guide subacquee plastificate che consentono ai subacquei di visitare i siti seguendo direttamente il percorso e le indicazioni storiche pertinenti.

Continuando ci sono le Isole Eolie che hanno i loro siti subacquei più importanti a Panarea e Capo Graziano. Proprio a Capo Graziano si trova un interessante museo sommerso ricco di reperti tra cui il relitto “Roghi”, risalente al primo quarto del II sec. a.C. Il relitto contiene circa 60 anfore ancora in situ ed è posizionato ad una profondità che va dai 36 ai 45 metri.

Il viaggio sottomarino prosegue ad Aci Castello, cittadina a pochi chilometri da Catania, all'interno dell'Area Marina Protetta Isole Ciclopi, dove troviamo il primo itinerario archeologico subacqueo tattile riservato a normodotati e diversamente abili. Un itinerario con 8 ancore romane in ferro (dal I sec. a.C fino al XV d.C.)  e 7 riproduzioni ceramiche di reperti recuperati nella Baia di Capo Mulini, tutti dotati di cartellini subacquei in Braille.

La baia antistante il paese di Capo Mulini, frazione di Acitrezza (CT),  fu interessata, tra il 1995 e il 2001, da una sistematica ricognizione archeologica effettuata dall’Università degli studi di Catania, che consentì di identificare diversi reperti, in particolare le anfore romane. Tale interessante rinvenimento, in linea con l’esperienza di Ustica del 1989, spinse gli enti competenti a scegliere per la conservazione in situ delle ancore, al fine di non privare una rilevante parte di subacquei appassionati e studiosi dell’ esperienza sensoriale relativa alla contestualizzazione dei resti archeologici, strettamente legati all’ambiente marino in cui giacciono da secoli e costituenti essi stessi insediamenti di flora e fauna sottomarina.

Nel siracusano, ubicato a circa mezzo miglio da Marzamemi, vi è il “Relitto delle colonne”. Si tratta di uno dei percorsi più suggestivi, in cui è possibile ammirare alcune colonne (tra cui una lunga oltre sei metri con un diametro di circa 185cm) risalenti al III secolo d.C. adagiate su un fondale roccioso circondato da grossi cespugli di posidonia.    

 

 

 

Fonti

 

www.esplorasicilia.com

it.wikipedia.org

www.lasicilia.it

www.regione.sicilia.it



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